Inutile elencare le innumerevoli volte in cui il fenomeno della Blizzard si è guadagnato un articolo in un blog o anche in una rilevante testata giornalistica, ma questa volta stiamo sfiorando l’inverosimile.
Washington DC 31/12/2006, Ryan G. Van Cleave si stava arrampicando sull’Arlington Memorial Bridge per tentare il suicidio, quando lo colse il rimpianto era forse troppo tardi, scivolò e sfiorò comunque la morte.
Questa però fu davvero la morte del vecchio Ryan, un professore universitario che nel 2003 venuto a conoscenza di WoW aveva cominciato a giocare, sempre più compulsivamente, sino a più di 6 ore al giorno trascurando moglie e figli, col tempo abbandonò il lavoro per accudire a tempo pieno le sue oltre 60 entità virtuali.
La morte però fu l’inizio di una nuova vita, in nome della redenzione e della purificazione dal gioco, operazione che gli diede spunto per la stesura di un libro, finalmente concluso e nelle librerie proprio in questi giorni con il nome di ”Unplugged: My Journey into the Dark World of Video Game Addiction”.
Ora Ryan vive in Florida e lavora come giornalista freelance per alcune testate, senza tralasciare la sua passione per i videogame, naturalmente con moderatezza.
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